Vendemmia 2025 in Borgogna: ce la racconta Clément Lavallée
In Borgogna, ogni annata è una storia. Ma quella del 2025 ha qualcosa di speciale: è stata un romanzo con colpi di scena, tensioni climatiche, scelte difficili e, alla fine, una promessa di grandezza.
A raccontarci la vendemmia in Borgogna sono Caroline e Clément Lavallée, due fratelli vignaioli che coltivano relazioni sincere con il proprio territorio.
Un’annata che rompe le regole
Tradizione vuole che le annate che terminano in “5” siano generose di sole. Il 2025 ha rotto la regola.
Tutto sembrava scorrere con tranquillità fino ad agosto, quando la calma ha lasciato spazio al caos: ondate di calore, temporali violenti, grandine e piogge improvvise. Un clima impazzito che ha rimesso in discussione ogni previsione.
Quando, a fine agosto, l’uva ha raggiunto la maturità, le previsioni instabili non lasciavano spazio all’ottimismo.
La raccolta è iniziata il 27 agosto, con una doppia strategia: vendemmia manuale e meccanica, per guadagnare tempo prezioso. L’eccesso di pioggia non ha aumentato la resa, anzi: ha indebolito gli acini, aumentato il rischio di marciume e messo sotto pressione ogni decisione.
Ma la precisione in pressatura ha fatto la differenza: solo i succhi migliori sono stati conservati, in un lavoro meticoloso che ora si sposta in cantina, dove l’elevage si preannuncia decisivo.
Un’annata classica da accompagnare con pazienza
Il 2025 si profila come una Bourgogne classica, in equilibrio tra tensione e freschezza.
Una di quelle annate che, se ben accompagnate, possono rivelare grande purezza e potenziale di invecchiamento. Sarà il lavoro in cantina a far emergere il meglio.
Una nuova cantina, un nuovo cuore
Il 2025 è stato anche l’anno di inaugurazione di una nuova cantina, finalmente all’altezza del sogno Lavallée.
Riaperta dopo 20 anni di silenzio, oggi ospita più di 100 barrique, illuminate da una luce nuova. È qui che prenderanno forma le annate future: uno spazio vivo, pensato per custodire e accompagnare ogni cuvée con attenzione artigianale.